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Il peggio è passato

La vita di Marisa, una bella e giovane donna in carriera, viene sconvolta dalle parole pronunciate  al cellulare da una voce sconosciuta. Chi È lo stalker che la conosce tanto bene da sussurrare quelle frasi? La sta forse osservando dalla finestra di uno dei grattacieli di fronte all’appartamento dove si è trasferita da poco? La voce si insinua nella mente della donna diventando una dolorosa presenza. Non lo vede ma lui c’è. Più vicino di quanto lei arrivi a temere.

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Marisa sta finendo di prepararsi: i capelli vaporosi, il trucco mette in risalto gli splendidi occhi scuri, le labbra coperte da un rossetto rosso corallo, un po’ di fard… un’occhiata allo specchio, un sorriso: il risultato è davvero ottimo.

Marisa ha un bellissimo viso, difficile non notarla: fisico asciutto, ben proporzionata, camminata decisa, sguardo…

Il sorriso si spegne, le mani corrono veloci verso il pacchetto delle salviettine struccanti con movimenti nervosi, quasi a volersi punire per una colpa mai commessa.

Il volto, completamente privo di trucco, è comunque bello, nonostante il velo di tristezza che fa diventare sempre più profonde le occhiaie.

“Maledetto” un sibilo esce dalle labbra contratte; la voce le si ferma in gola, come nelle mani si è fermato l’istinto di reagire.

Mai avrebbe potuto dimenticare la sensazione di freddo che l’aveva immobilizzata vicino al tavolino di vetro grigio opalescente, nell’ingresso, otto mesi prima…