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Il giovane Inca

Il principe Kusi, figlio del re degli Inca, è amato dal popolo, ma il tradimento del fratellastro Urku lo costringe a fuggire nelle terre dei barbari, accompagnato solo dal fido amico Ollanta. Tutto ciò che amava, la famiglia, la dolce Killa e i progetti di un grande impero, sfuma all’improvviso.

Inti, il dio Sole, lo ha forse abbandonato? Pare di sì, soprattutto ora, fuggiasco in un paese straniero, inseguito dalle guardie del padre e costretto a nascondersi per non cadere nelle mani di un terribile nemico.

Gli resta molto poco: Ollanta, la forza della giovinezza, il ricordo tenero di una ragazza e la magia del mondo andino. Sarà sufficiente tutto questo per riconquistare il regno perduto?

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Cusco, 1430 d.C.
“Ehi! Kusi, dove sei?”
“Sono qui, non agitarti Olla”.
“Come sarebbe non agitarti? Lo sai che l’amauta non perdona i ritardi. Tu stai sempre lì a sognare e poi ci prendiamo le bacchettate. Su, veloce, andiamo!”
L’amicizia fra i due ragazzi era iniziata ancor prima della loro nascita. Le madri, pur non essendo parenti tra loro, erano cresciute assieme come sorelle ed altrettanto avevano fatto i figli. La mamma di Kusi aveva sposato nientemeno che il re, il Sapa Inca Wiracocha, mentre quella di Ollanta il comandante della guardia. I giovani, quindi, appartenevano alla nobiltà Inca, la classe dominante che governava il Tahuantinsuyu, l’immenso impero delle quattro regioni, compreso fra l’oceano Pacifico e la maestosa cordigliera delle Ande.
Nobili o principi, tuttavia, Ollanta e Kusi Yupanki avevano dei doveri ben precisi e il più importante di questi era seguire con diligenza le lezioni dell’amauta, il saggio maestro direttore della scuola.